CONFERENCE – THE MYSTICISM OF DANTE – OCEANOGRAPHIC MUSEUM MC

Conference, 2nd December 2015 -Oceanographic Museum of Monaco

 

Judaism, Christianity and Islam – the communities of the Book – represent the three branches of a single and great Abrahamic tradition. They share a faith in the revelation of a single, transcendent God who in his essence is unknowable through the paths of perception and reason.

Against the trends that threaten it today from every direction, from idolatrous temptations to nihilistic delights of every sort, Dante Alighieri poses the fascinating and profound poetic vision of the Divine Comedy – the result of a convinced Christian’s conscience being able none-the-less to open up to- and grapple with an intellectual comparison with the ‘other’ traditions of Judaism and Islam.

Taking inspiration from Dante’s theology as expressed in the Divine Comedy (and in particular in the third canticle, which is only apparently extraneous to the sensibility of post-modern man) the encounter which is being planned has the primary aim of being an important ‘creative’ opportunity for inter-religious dialogue.

The theocentric framework that moves Dante’s mind towards God shows us in fact how it is possible to see unity in that unity’s own multiplicity. This vision of unity in plurality and of plurality in unity can serve both as an antidote to relativism and as a mystic-knowledge path which can prompt a ‘real’ and ‘fraternal’ comparison of western monotheism’s main traditions.

 

Ebraismo, Cristianesimo e Islam – le comunità del Libro – rappresentano i tre rami di un’unica e grande tradizione abramitica. Condividono la fede nella rivelazione di un Dio unico, trascendente e, nella sua essenza, inconoscibile attraverso le vie della percezione e della ragione.

Alle tendenze che lo minacciano, oggi, da più parti, fra tentazioni idolatriche e voluttà nichilistiche di vario segno, Dante Alighieri oppone le affascinanti e profonde visioni poetiche della Commedia, frutto di un corpo-a-corpo di una coscienza convintamente cristiana capace, tuttavia, di aprirsi al confronto intellettuale con le tradizioni “altre” della gnosi ebraica e islamica.

Prendendo spunto dalla teologia dantesca così come espressa nella Commedia (e, più in particolare, nella terza cantica, che è un testo soltanto apparentemente estraneo alla sensibilità dell’uomo post-moderno), l’incontro cui si intende dar vita ha l’obiettivo primario di porsi come un’importante occasione “creativa” di dialogo interreligioso.

Lo schema teocentrico che muove l’itinerario della mente di Dante a Dio ci racconta infatti di come sia possibile vedere l’unità nella molteplicità stessa di tale unità. Questa visione dell’unità nella pluralità e della pluralità nell’unità può valere insieme come un antidoto al relativismo e una via mistico-sapienziale in grado di sollecitare un confronto “vero” e “fraterno” fra le principali tradizioni del monoteismo occidentale.