CONFERENCE – OCEANOGRAPHIC MUSEUM MC

Marinaio gentiluomo: Enrico Alberto D’Albertis,

un moderno viaggiatore d’altri tempi

Lunedì 17 ottobre 2016, ore 19

Museo Oceanografico di Montecarlo

 

Enrico D’Albertis nasce nel 1846 da privilegiato: la sua famiglia è ricca e aristocratica, da generazioni in primo piano nella vita politica e culturale di Genova. Ha dunque a disposizione notevoli mezzi sia economici e che intellettuali, e per di più ha un fisico robustissimo e atletico.

Si dedica infatti al podismo, all’equitazione, al ciclismo (con il velocipede ora esposto al Castello raggiunge Torino in tempo di record), al nuoto, al canottaggio, all’alpinismo.

Ma è anche abbastanza intelligente per non adagiarsi nel benessere accontentandosi degli agi che la sorte gli ha riservato: il suo carattere curioso e  dinamico lo porta ad essere attivo in tutti i campi, a ricercare sempre il nuovo e a seguire interessi disparati, a trovare sempre nuove strade,  a viaggiare sfidando il pericolo per approfondire le sue conoscenze.

Allievo della Scuola di Marina, si imbarca sulle navi a vela e consolida la passione del mare. Vorrebbe arruolarsi nella spedizione dei Mille, ma non può perché ha solo quattordici anni; nel 1866 combatte a Lissa, nella terza guerra d’Indipendenza. Diventato Ufficiale della Marina Mercantile, è al comando della prima nave italiana ad attraversare, rigorosamente a vela, il nuovissimo Canale di Suez. Ha solo venticinque anni, e decide di ritirarsi a vita privata.

Nel 1875 fonda, con un gruppo di appassionati di vela, il Regio Yacht Club e il suo cutter di 13 metri, il “Violante”, è la prima barca da diporto italiana.

“Utile dulci” (l’utile con il dilettevole) è il motto del “Violante”: incrocia  per diporto il Mediterraneo, ma mentre naviga draga i fondali, rileva le profondità, studia le correnti, osserva le specie di pesci e di alghe.

Con il suo secondo cutter, il “Corsaro”, 22 metri di lunghezza, attraversa l’Atlantico seguendo la rotta di Colombo, adoperando dei modelli da lui costruiti degli strumenti di navigazione in uso alla fine del quattrocento. Il “Corsaro” affonda poco dopo e non viene sostituito, per cui effettua tutti i viaggi successivi con “mezzi pubblici”: carrozze, navi, carovane di cammelli, treni.

Di quello che farà in seguito, dei suoi innumerevoli soggiorni in Egitto, dei suoi 3 viaggi intorno al mondo e del periplo dell’Africa, dei suoi interessi in botanica, zoologia, geografia, storia, astronomia, gnomonica, architettura, storia dell’arte e archeologia, dei suoi periodi in vacanza nella sua villa a Varazze, nell’ Eremo di Noli, nella torre sull’isola del Giglio o in quella a Santo Stefano a Mare, della traversata dell’Atlantico e molto altro ancora si dirà grazie alle sue immagini, scattate in tutto il mondo tra cacciatori di perle alle Isole Tuamotu, raccoglitori di cocciniglia alle Canarie, lavandaie della Val d’Aosta, naturalisti, politici, uomini di cultura, archeologi e  viaggiatori.

                                                                                  Maria Camilla De Palma